Il creatore di Vine ci riprova e lancia Byte, una sfida a TikTok

Dopo aver annunciato nel 2017 per la prima volta di essere al lavoro su un’app che potesse sostituire l’ormai cancellata Vine, il co-founder dell’ex-piattaforma per lo streaming di short-video, Dom Hoffman, ha lanciato ufficialmente Byte.

Si tratta in sostanza di un vero e proprio successore di Vine, con funzionalità aggiornate.

Come spiegato da Byte:

“Stiamo dando un nuovo spazio ai video in loop di 6 secondi e alla community che li ha amati”.

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Byte può davvero fare concorrenza a TikTok?

Ma Byte non è simile a Vine solo come concezione. L’app ricorda la sua antenata anche come funzionalità, il che equivale a dire che è molto simile anche a TikTok.

Su Byte tuttavia mancano ancora effetti e strumenti come remix, AR e filtri aggiuntivi, che probabilmente saranno implementati in un secondo momento.

Byte, rispetto a TikTok, conserva inoltre il limite dei 6 secondi, una caratteristica che aveva reso inizialmente vincente Vine, ma che si era poi rivelata anche uno dei limiti dell’applicazione.

Anche se Byte avrà successo in fase di lancio, dovrà poi evolversi rispetto al suo predecessore in un’area chiave: fornire opportunità di monetizzazione ai suoi migliori creator, motivandoli in tal modo a continuare a pubblicare contenuti.

Uno sguardo al passato

Nonostante tutte le critiche mosse a Twitter per la scomparsa di Vine (Twitter ha acquistato Vine nel 2012, per poi chiuderlo nel 2016), Vine è stato effettivamente chiuso a causa del calo dell’utilizzo. Nella sua fase migliore infatti, Vine registrava circa 200 milioni di utenti attivi mensili, ma mentre l’app continuava a crescere, i suoi migliori creator hanno iniziato a chiedersi se avrebbero dovuto investire tempo nella piattaforma, dato che potevano guadagnare molto più denaro per lo stesso contenuto altrove.

Ciò ha portato al trasferimento di alcune delle più famose star di Vine, come Logan Paul, su YouTube, mentre altri, come Amanda Cerny, hanno iniziato a pubblicare su Instagram, piattaforme che ora li hanno resi milionari.

E quando i grandi nomi hanno spostato l’attenzione altrove, anche i dati di Vine sono crollati.

Source: marketing

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