Cosa significa parlare di PR nel 2020? Ce lo spiega un report

Potrebbe essere semplice fare confusione su questa attività e trovare a chiedersi se le PR rientrino nelle attività marketing, digital o SEO. Allo stesso modo, ci si può domandare se i professionisti delle PR debbano occuparsi anche di social media e Influencer Marketing. Per non parlare di come sia possibile calcolare il ROI delle attività PR.

Oggi, infatti, la linea che separa PR, Marketing, Social e Digital è sempre più labile e, per capire come i professionisti delle PR, del marketing e della comunicazione definiscono i loro ruoli e utilizzano gli strumenti a loro disposizione per misurare il loro successo a livello internazionale, Talkwalker, insieme a YouGov, ha chiamato a raccolta gli esperti del settore per fornire insight strategici per la industry.

Le attività strategiche di PR servono alle aziende per raggiungere differenti obiettivi:

  • aumentare la brand awareness.
  • Migliorare la brand reputation.
  • Ampliare il proprio pubblico.
  • Aumentare le opportunità di investimento.

Si tratta di strategie dinamiche, che si evolvono con velocità, seguendo l’evoluzione delle tecnologie e degli strumenti: l’AI e l’Influencer Marketing, negli ultimi anni, ad esempio, hanno largamente interessato i professionisti del settore.

Cosa bisogna sapere, quindi, per adottare una strategia di PR nel 2020 e quali sono i dati più interessanti per chi si occupa di queste attività? Ecco cosa emerge dalla ricerca.

>>> Scarica il report di Talkwalker in collaborazione con YouGov e analizza stato dell’arte, evoluzioni e statistiche delle Public Relation in Italia e nel mondo.

Misurazione dei risultati e gestione dei dati nelle PR

Tra i primi e più sostanziali insight della ricerca un dato: le attività più centrali per le PR non sono più le media relation o gli uffici stampa, bensì social media management (77%), content marketing (77%), influencer marketing (67%) e link building per la SEO (56%).

Nonostante questo slancio verso il digital, però, i professionisti delle PR basano i loro report ancora su coperture media più tradizionali e solo il 38% riporta anche i risultati delle campagne di influencer marketing.

Se i Paesi del Medio Oriente e Asia-Pacifico vedono come maggiore ostacolo la necessità di utilizzare più di una soluzione per ottenere dati allineati tra tutti i propri uffici internazionali e quello di avere allo stesso tempo dati accurati a livello regionale, i Paesi europei mostrano invece una minore propensione a testare diverse tecnologie per compararne le effettive differenze e potenzialità.

In generale, sono le limitazioni a livello di budget la principale sfida che gli intervistati individuano per rimanere sempre aggiornati sull’adozione degli ultimi software e tecnologie.

Influencer Marketing e PR

L’Influencer Marketing è considerato uno dei canali principali per le PR, in particolar modo nelle Americhe e in Europa del Sud, dove si toccano le punte più alte con l’Italia (91%) e gli Stati Uniti (87%). Un dato questo essenziale per capire il nuovo ruolo dei professionisti di questo settore del marketing.

Per dimostrare il ROI di queste collaborazioni con gli influencer, vengono considerati l’engagement rate (45%), il potential rate (44%) e il click through links o l’utilizzo di codici sconto (37%).

Le campagne di influencer marketing B2C sono più comuni rispetto a quelle B2B a livello globale, anche se i Paesi dell’Europa del Sud, più propensi a lavorare con influencer B2B.

PR e Social Listening

Il social listening non è più limitato a ruoli nei social media o nella ricerca. Sempre più professionisti PR stanno sfruttando a pieno il potenziale di questi strumenti per proteggere, misurare e promuovere il loro brand.

Nella industry marcomm, i principali utenti che utilizzano gli strumenti di social listening nel 2020 sono i seguenti:

  • Social media manager 56%
  • Data analyst 39%
  • Research manager 24%
  • PR account manager 20%
  • PR account executive 20%
  • Account coordinator 14%
  • Business director 14%
  • VP of comms/PR 14%
  • Press officer 13%
  • PR account director 10%
  • C-level executives 8%

L’85% degli esperti di PR, tuttavia, sta perdendo una grossa opportunità: quella degli alert predittivi, che possono aiutare chi si occupa di PR a proteggere e promuovere il brand.

La tecnica di newsjacking, cioè sfruttare notizie e trend per inserirsi nel flusso delle conversazioni in Rete e attirare sul brand una forte copertura mediatica, è considerata una delle più efficaci per le PR, ma oggi solo il 15% a livello globale la massimizza con un tool di social listening.

Cosa aspettarsi dal 2020

Come è evidente, il digitale guiderà il marketing e le PR nel 2020, ma con così tanti fattori in gioco e nuove piattaforme e tecnologie che nascono, è utile partire dai dati per comprendere cosa aspettarsi.

Dall’esplosione dei contenuti interattivi all’importanza sempre maggiore dell’Influencer Marketing nelle strategie aziendali, fino alle tecnologie e ai software sempre più accurati per la misurazione dei risultati, i professionisti del settore devono essere innanzitutto costantemente aggiornati.

Vuoi saperne di più sullo Stato delle PR nel 2020? Scarica subito il report di Talkwalker in collaborazione con YouGov.

Source: marketing

× How can I help you?