La Grande Distribuzione Virtuale

Esiste (in mondo futuro) un unico modo di comprare le cose, naturalmente a distanza, che poi sono ritirate a casa, o in negozi svuotati e riconvertiti in locker; il Monopolista dell’acquisto. Come l’elettricità venti anni fa. Naturalmente l’Unione Europea ha imposto al Monopolista di “aprire” i propri servizi anche ad altri: come è successo con la corrente elettrica. Si compra da Crai o dal Gigante o da NaturaSi, ma è sempre il Monopolista che fa magazzino di tutto il prodotto/creato, applica il packaging, impacchetta, trasporta e consegna per conto di. McKinsey la chiama GDV, la grande distribuzione virtuale.
Funziona come adesso telefonando con Coop Voce o Kena Mobile: è sempre la rete di TIM, ma impacchettata diversamente. Naturalmente a essere virtuali ci si guadagna poco. Si sopravvive, diciamo, a essere bravi.
E per essere bravo, deve essere focalizzato su di un target definito ma non troppo piccolo: quindi c’è un operatore virtuale della spesa per i vegetariani, un florilegio di tofu e di rassicurazioni sulla non animalità della qualunque.
Uno per i nerd (tonno in scatola con scatoletta con caratteri 16 bit, e interfaccia a righe di comando per fare la spesa).
Uno per i super-ricchi (solo prodotti da dark-kitchen stellate, consegna con camioncino Uber-Gold in pochi minuti).
Uno per i pigri: “dove non devi fare la spesa” è il loro payoff.
Si chiama DNT Market (Do Not Think, la spesa è generata dal sensore dentro il frigo).
Una catena virtuale serve il target ecologista (il monopolista garantisce alla catena e agli acquirenti che il footprint è zero e anzi compensato ecc.).
Una catena milanese superverticale si concentra sui metro-purpose-freak-hipster, in cui il Monopolista compra per loro conto dai contadini a km zero via droni elettrici, e anche cose introvabili e poco diffuse, ottenute sondando i dati centralizzati di vendita (es. pomodorini secchi della Calabria bio su terre sottratte alla mafia e certificate dal sistema di tracciamento del monopolista).
La carta igienica non manca, perché il tracciamento del consumo è in tempo reale (il monopolista regala a tutta la popolazione un porta rotolo wifi, che ovviamente offre musica, intrattenimento, notizie, e ti avvisa anche se stai seduto lì troppo a lungo).
Naturalmente il Monopolista, attraverso il suo algoritmo, può decidere la priorità di ciò che è necessario, altamente desiderato o superfluo, e prioritizzare attraverso un sofisticato sistema di intelligenza artificiale la soddisfazione del compratore globale, monitorata in tempo reale da recensioni e sistemi di ascolto già presenti nei salotti e cucine, gli stessi che usati per fare la spesa. I prodotti invisi all’algoritmo (e ai consumatori votanti) scompaiono da tutto il mercato nel giro di qualche giorno, e sono sostituiti da prodotti virtuali differenti (stesso tonno, diversa scatoletta).
Resiste – anche se malvisto da gran parte della popolazione preoccupata dalle ripercussioni igieniche da contatto – qualche negozietto in cui puoi scegliere di persona la frutta e metterla nelle buste da solo. La loro licenza è stata prorogata fino al 31.12.2030.

Source: mini-marketing

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