Dopo il Coronavirus, l’European Green Deal sarà ancora una priorità?

  • A dicembre 2019 è stato presentato L’European Green Deal, una strategia di crescita economica sostenibile
  • L’Unione Europea mette a disposizione 1000 miliardi di euro per una transizione green dell’Europa e nuove opportunità di lavoro e investimenti per cittadini e imprese
  • Ma qual è oggi il collegamento tra emergenza sanitaria ed emergenza climatica?

 

Dicembre 2019. La Presidente della commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, presenta ufficialmente il nuovo piano verde europeo, l’European Green Deal. Una strategia di crescita economica a favore dell’ambiente con l’obiettivo di trasformare l’UE nel primo territorio a zero emissioni di gas entro il 2050.

L’European Green Deal è la risposta concreta che l’Unione Europea mette in atto per fronteggiare i disastri climatici degli ultimi anni. La grande opportunità per gli stati è che ci saranno molti investimenti e ammodernamenti nelle infrastrutture, incentivi a progetti e startup green.

Il piano è davvero molto ambizioso, con l’obiettivo di includere tutti gli stati nel programma, anche quelli con economie più deboli, non lasciando nessuno indietro. Già qualcuno allora si chiede se l’Europa sarà pronta economicamente per l’European Green Deal, soprattutto oggi che sta fronteggiando l’emergenza sanitaria.

Nei prossimi paragrafi riepilogheremo l’European Green Deal, dalle iniziative dell’Europa per l’economia verde, alle opportunità e difficoltà di attuazione. Guarderemo infine al clima con gli occhi dell’emergenza sanitaria, analizzando il collegamento tra pandemia e alterazione degli ecosistemi secondo una recente report di WWF Italia.

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L’European Green Deal spiegato in maniera semplice

Prima di addentrarci nelle iniziative verdi dell’Europa un breve recap dell’European Green Deal.

Si tratta di una strategia di crescita per trasformare l’UE in una società equa e prospera, migliorando la qualità della vita delle generazioni attuali e future, con un’economia moderna, efficiente nell’impiego delle risorse e competitiva.

L’obiettivo è azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050 e arrivare a questo importante cambiamento non lasciando nessuno indietro. Altri obiettivi sono garantire che la transizione verso la neutralità climatica sia irreversibile e offra prevedibilità agli investitori e agli altri attori economici. Per raggiungere l’obiettivo, l’Unione europea mette in campo 1000 miliardi di euro e una tabella di marcia serrata con azioni e monitoraggi periodici dei progressi.

In sostanza quindi l’European Green Deal corrisponde a un piano di crescita economica sostenibile per l’Europa.

Tra le tappe importanti di questo percorso presentato ufficialmente lo scorso dicembre 2019:

  • gennaio 2020. Presentazione del piano di investimenti;
  • marzo 2020. Proposta di legge, alla quale hanno risposto positivamente tutti gli stati tranne la Polonia. Ogni cittadino europeo può inviare il suo feedback online alla proposta entro il 1 maggio;
  • marzo 2020. Patto climatico europeo. L’Unione Europea apre una consultazione pubblica online a cui tutti possono partecipare fino al 27 maggio, per esprimersi e progettare nuove azioni per il clima, condividere informazioni, avviare attività di base e proporre soluzioni che possono essere adottate anche da altri;
  • marzo 2020. Adozione di strategia industriale. Interessante il documento dedicato alle PMI;
  • marzo 2020. Proposta di un piano d’azione per l’economia circolare.

Le opportunità di lavoro e investimenti

Secondo un report di Green Italy, nel 2018 in Italia oltre 3,1 milioni di persone svolgevano lavori nella green economy (con un aumento del 3,4% rispetto il 2017) e 432 mila aziende negli ultimi 5 anni hanno investito in questo senso. Nel 2019, il numero di contratti di attivazione prevista dalle imprese per i green job è pari a circa 521.747 unità.

European green deal jobEuropean green deal job

Con l’European Green Deal il numero di nuove professioni e posti di lavoro continuerà ad aumentare. Tra le nuove professioni presentate nel report:

  • cuoco sostenibile. Colui che presta attenzione ai marchi di qualità, alle produzioni biologiche e a chilometro zero e, soprattutto, ridurre gli sprechi e riciclare al massimo;
  • esperto in gestione dell’energia (ingegnere energetico). Progetta e gestisce impianti in maniera da ridurre i consumi di materie prime e di energia. I settori di applicazione sono quelli industriale, civile, agricolo e dei trasporti;
  • promotore edile di materiali sostenibili. Il suo ruolo è prevalentemente di consulenza e di supporto tecnico per favorire un corretto ed esteso utilizzo di materiali edili naturali, nelle applicazioni di tecnologie e tecniche costruttive per la riqualificazione energetica degli edifici;
  • meccanico industriale green. Il suo compito è installare o montare in ambito industriale, macchinari di nuova concezione e verificare gli ambiti dove tali impianti dovranno lavorare. In alcuni casi con adeguate specializzazioni la figura può evolvere in quella di un vero e proprio certificatore per il collaudo, la verifica e la certificazione secondo le ambientali dei sistemi installati;
  • informatico ambientale. Oggi le soluzioni del mercato nel settore della domotica e del cosiddetto “internet delle cose” sono in gran parte dedicate alla gestione di servizi energetici per ottimizzare i consumi. Per questo servono professionalità specializzate. Ma nell’ambito di informatico ambientale ci riferiamo anche al bioinformatico e il geoinformatico. Il primo ricercato nell’ambito della biologia e della genomica, il secondo ricercato per l’applicazione dell’informatica alle scienze geologiche.

Per quanto riguarda fondi e investimenti, come abbiamo detto il Green Deal mette a disposizione 1.000 miliardi di euro per l’economia verde in tutti gli stati. All’Italia andranno circa 400 milioni di euro.

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Già sono presenti ad oggi progetti finanziati dall’Europa con questo scopo. L’European green Deal impatterà inoltre tutti i settori, tra i primi edilizia e trasporti.

Nel caso dell’edilizia per esempio si presterà particolare attenzione alla ristrutturazione degli alloggi sociali per aiutare le famiglie che faticano a pagare le bollette energetiche. Per i trasporti si incentiverà il trasporto merci con volume maggiore su rotaia o per vie navigabili. Entro il 2025 l’obiettivo è avere 1 milione di stazioni pubbliche di ricarica e rifornimento per i 13 milioni di veicoli a basse o zero emissioni.

Le difficoltà di attuazione

Un recente articolo di Forbes ha sollevato dei dubbi su quanto l’Unione Europea sia realmente pronta a sostenere il budget dell’European Green Deal.

Soprattutto in termini di controllo e rischi di corruzione, distribuzione equa, quantità di budget destinato alla transizione. L’articolo prende come riferimento eventi recenti per sostenere la tesi:

  • la scoperta di frode sulle aggiudicazioni dei fondi europei per l’agricoltura, emersa da un’inchiesta condotta dal New York Times, che vede anche l’Italia coinvolta;
  • l’investimento di 100 milioni di euro per il programma LIFE che finanzierà 10 progetti green per migliorare la qualità di vita dei cittadini preservando il territorio a Cipro, Grecia, Irlanda, Slovacchia, Repubblica Ceca, Spagna e Lettonia;
  • la protesta sulla votazione contro la mozione di rifiutare una lista di progetti tra cui fino a 55 nuove infrastrutture di gas fossile.

European Green deal protesta EUEuropean Green deal protesta EU

Il direttore di Climate Action Network Europe (CAN Europe), Wendel Trio, sostiene che l’intero budget EU dovrebbe essere destinato alla transizione invece che sovvenzionare ancora i combustibili fossili.

Il collegamento tra alterazione degli ecosistemi naturali e pandemie

Una domanda che è sorta in questi giorni è se l’European Green Deal sarà messo da parte a causa del Covid-19.

Si sta dando oggi priorità all’emergenza sanitaria e per i governi è complesso gestire contemporaneamente anche la crisi climatica. Tuttavia la salvaguardia degli ecosistemi è profondamente legata alla lotta delle pandemie. Quindi, in parole povere, l’European Green Deal e altre azioni a favore dell’ambiente non sono una forma nobile per salvare le generazioni future, ma una misura da adottare urgentemente per salvaguardare anche l’uomo di oggi e prevenire le pandemie.

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orso polare ecosistemiorso polare ecosistemi

Un report del WWF Italia, ci spiega proprio l’effetto boomerang delle nostre azioni sugli ecosistemi e la biodiversità e le conseguenze che queste hanno sulla diffusione di alcune malattie e quindi sulla salute pubblica, fino alle condizioni socio-economiche delle nostre società.

Negli ultimi anni sono aumentate in modo preoccupante le zoonosi, cioè malattie trasmesse all’uomo dagli animali, tra cui probabilmente c’è anche il Covid-19. Le zoonosi come malattie emergenti sono quelle che compaiono per la prima volta in una certa popolazione, o sono quelle che erano già presenti ma sono in rapido aumento per numero di casi o diffusione geografica.

Le zoonosi, tra cui HIV, MERS, SARS hanno un impatto importante sulla salute dell’uomo e sui sistemi sociali ed economici. Per esempio la SARS comparsa in Cina nel 2002 e trasmessa dai Chirotteri alle Civette delle Palme e successivamente all’uomo, ha provocato 774 vittime con un impatto economico di 40 miliardi.

L’aumento di malattie infettive emergenti secondo gli scienziati è causato dalla perdita di habitat, dalla creazione di ambienti artificiali, la manipolazione e il commercio di animali selvatici e più in generale la distruzione della biodiversità.

La resilienza della natura

Lasciare da parte la lotta al cambiamento climatico e le iniziative verdi per fronteggiare l’emergenza sanitaria è come curare i sintomi di una malattia senza risalire alle cause. L’Europa ha già fatto grandi passi sulla sostenibilità, riducendo del 23% le emissioni di gas rispetto al 1990.

Siamo consapevoli anche che l’Unione Europea è una parte del mondo e da sola non può salvarlo, ma dimostrando che prosperità non significa distruzione della natura e scoraggiando il commercio di altri Paesi che perseguono politiche ad alto impatto ambientale, può con il tempo dare via a un cambiamento globale.

Green Chernobyl

Green Chernobyl Chernobyl, Pripyat, Ukraine

In questi giorni di quarantena stiamo vedendo i canali di Venezia di nuovo puliti, l’aria meno inquinata, gli animali selvatici camminare indisturbati tra le strade. Nel momento in cui stacchiamo la spina, la natura è pronta a rinascere, perfino lì dove sembrava che non ci sarebbe stata mai più la vita. Davvero vogliamo ancora chiudere gli occhi?

Source: marketing

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