Digital PR: competenze e attività strategiche di un ruolo cruciale dopo il lockdown

  • La figura del Digital PR sarà sempre più fondamentale in azienda
  • Per Digital PR si intende l’insieme delle attività strategiche di relazione verso tutti gli stakeholder di un’azienda attraverso i media digitali
  • Le competenze del professionista di quest’area devono svilupparsi in ottica T-shaped su tutte le aree della comunicazione digitale

 

“Se mi rimanesse un solo dollaro del mio budget di marketing, lo spenderei in PR”. L’avevate mai sentita? Questa famosa citazione è attribuita a Bill Gates e rappresenta molto bene quello che dovrebbe essere il ruolo delle PR all’interno delle attività messe in campo da ogni azienda – ancora di più in un momento delicato come questo.

Nell’ultimo decennio, mentre il digital marketing avanzava la sua scalata verso il podio di must-have skill, questa parte fondamentale del communication mix è stata relegata per lo più alla produzione di comunicati stampa, nel caso migliore, o soppressa, nel peggiore.

Nel mentre, però, si è contaminata evolvendosi nella sua versione digitale ed è pronta a riprendersi il palcoscenico.

La figura del Digital PR è infatti da tempo tra le più richieste delle aziende, ma dopo questo periodo di lockdown diventerà fondamentale. Il perché è semplice: il cambio di paradigma nel modo in cui abbiamo iniziato a comunicare – da un approccio più marcatamente commerciale alla costruzione di relazioni con gli utenti – non avrà un facile dietro-front, dunque la presenza di skill strategiche dedicate a questo sarà indispensabile.

Come tutte le nuove professioni, però, il Digital PR è continuamente oggetto di misunderstanding.
Se dovessimo basarci sulla maggior parte delle offerte di lavoro su Linkedin, al momento, la figura ricercata è un ibrido tra un addetto stampa bravo con il computer e un pr-qualcosa che passi molto tempo su Instagram. Ecco… non è proprio così. O meglio, è molto più di questo.

Che vuol dire, davvero, Digital PR?

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Un’attività di comunicazione strategica

Facciamo un passo indietro. A livello di mercato del lavoro spesso si indica per PR un’attività di comunicazione corporate, sviluppata però prevalentemente attraverso le relazioni con la stampa. In realtà la parte delle media relation è solo una delle leve di cui le Pubbliche Relazioni – o meglio, Relazioni Pubbliche – dispongono.

Per PR infatti si intende l’insieme di strategici processi comunicativi tesi a costruire rapporti e relazioni fra le organizzazioni e il loro target. L’ultima definizione ufficiale, data dalla Public Relation Society of America nel 2012, dice che le PR sono un processo di comunicazione strategica che costruisce relazioni reciprocamente vantaggiose tra l’organizzazione e tutti i suoi pubblici: non solo i media, dunque, ma anche tutti gli altri stakeholder, insieme anche a quelli che sono gli influencer e i decision maker.

Il professionista delle PR, di per sé, dovrebbe dunque avere alcune competenze di base: abilità di gestire rapporti interpersonali e di interpretare il contesto, ma anche capacità di scrittura, ideazione e gestione di eventi. Con l’avvento dei media digitali queste competenze non cambiano, ma si potenziano contaminandosi con altre più tattiche.

Il Digital PR per eccellenza è profondamente legato all’alta cultura e tradizione professionale delle relazioni pubbliche, ma contemporaneamente proiettato verso scenari digitali complessi che gli richiedono di impadronirsi di nuove, indispensabili, skill.

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Digital PR e competenze T-shaped

Non solo media relations, insomma, ma anche capacità di costruire progetti con i nuovi opinion leader (social influencer e blogger), di creare contenuti sui social media, di fare advertising e scrivere in ottica SEO.

Le Digital PR sono l’insieme di tutte le attività volte a raccontare l’azienda ai suoi stakeholder attraverso i media digitali: una professione profondamente strategica, che riesce a tenere le fila di tutte le azioni di coinvolgimento, comunicazione e relazione, facendole funzionare in sincronia. Un lavoro di coordinamento e dunque spesso manageriale in cui, molte volte, il professionista dev’essere in grado di dare un contributo specialistico – in ottica T-shaped.

Mai come in questo momento, insomma, le PR possono vivere la loro golden age e riprendersi il loro spazio nell’Olimpo della comunicazione e del marketing.

Source: marketing

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