L’app Immuni disponibile da oggi pomeriggio (ma è già allarme ransomware)

Il sistema di tracciamento dei contatti, utile per arginare eventuali nuovi focolai di contagio da Coronavirus, Immuni, non sarà subito attivo, ma l’app dovrebbe essere scaricabile già nelle prossime ore.

Immuni sarà disponibile sugli store di Google e Apple, manca però l’ok delle due piattaforme per lo scaricamento da parte degli utenti.

Intanto, secondo quanto riportato da La Stampa, una campagna di virus informatici starebbe interessando l’Italia nelle ore in cui sta per essere resa disponibile l’app Immuni. “A renderlo noto Agid-Cert, la struttura del governo che si occupa di cybersicurezza”.

Il ransomware (virus che prende in ostaggio i dispositivi e poi chiede un riscatto per sbloccare il dispositivo) si attiverebbe con il pretesto di far scaricare un file denominato Immuni. La diffusione avviene con una mail che invita a cliccare su un sito fake costruito per riprodurre quello del Fofi, la Federazione Ordini dei farmacisti italiani.

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L’app Immuni scaricabile ma non ancora funzionante

Il sistema di tracciamento dei contatti non sarà subito attivo. La sua sperimentazione comincerà infatti il 5 giugno in solo quattro regioni pilota: Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria. Da quanto si apprende, nel resto d’Italia l’app potrà essere scaricata ma il contact tracing non funzionerà. Con la pubblicazione dell’app il controllo della sperimentazione passerà al ministero della Salute e il tempo stimato per rendere realmente funzionante il sistema è qualche settimana.

Intanto il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, prova a spiegare con più chiarezza l’utilità dell’app nella fase 2: “adesso dobbiamo capire come mettere immediatamente in quarantena eventuali contagiati e i loro contatti stretti. L’app Immuni serve a questo fine. Se qualcuno arriva in Puglia potremmo chiedergli la cortesia, non l’obbligo, di segnalare la propria presenza e di tenere memoria dei contatti”.

Come funziona l’app

Stando agli ultimi documenti pubblicati dagli sviluppatori, l’applicazione seguirà il modello decentralizzato di Google e Apple:

  • i dati raccolti saranno conservati sui singoli device e non su un server centrale;
  • non traccerà gli spostamenti, ma solo i contatti di prossimità tra smartphone;
  • non sarà obbligatorio scaricarla, né usarla;
  • i dati raccolti potranno essere condivisi solo con l’autorizzazione del possessore dello smartphone;
  • tutti i dati raccolti e condivisi con il server centrale, dovranno essere cancellati entro dicembre 2020.

La data del 5 giugno naturalmente non contribuisce a placare le polemiche verso le tempistiche di rilascio del sistema di tracciamento, quasi 20 giorni dopo la riapertura della maggior parte delle attività in tutta Italia.

Source: marketing

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