Google Shopping vs Amazon: il sorpasso?

  • La pandemia ha portato ad una consacrazione finale dell’eCommerce come principale strumento di vendita.
  • Sempre più retailer si stanno spostando da un business offline a uno online.
  • Google ha dichiarato il proprio desiderio di aiutare i rivenditori più piccoli, a prescindere dal budget investito su Shopping, ma lo ha fatto anche per contrastare un involontario vantaggio che aveva dato ad Amazon.

 

Google Shopping e Amazon, lo scontro tra titani del digital in campo di vendita online. La situazione in cui ci troviamo ci ha fatto capire quanto sia fondamentale per il nostro successo, la presenza sul web.

Google ha da poco dichiarato che, per aiutare i retailer più piccoli a risollevarsi dopo il duro colpo subito, ha aggiunto alle listing una parte di prodotti date dalle ricerche organiche dei consumatori, a prescindere dal budget speso per la parte di advertising.

Prima di capire quanto questo possa rappresentare una rivoluzione, e una minaccia per il rivale Amazon, è necessario fare un veloce ripasso su come gli investimenti fatti sui differenti canali portino benefici agli inserzionisti.

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Come funziona Google Shopping (in parole semplici)

La piattaforma di Google Shopping è lo strumento a pagamento che consente di promuovere i propri prodotti ai consumatori attraverso il motore di ricerca.

Il funzionamento di Google Shopping non va però confuso con un altro strumento, al quanto famoso, chiamato Google Ads.

A differenza di quest’ultimo, non è possibile inserire delle keyword per far apparire i propri prodotti, ma è necessario curare i propri contenuti e le parole chiave contenute nelle immagini e nelle descrizioni prodotti o categorie, per apparire nelle giuste queries.

Il vantaggio di Google Shopping? mostra ai consumatori i prodotti più rilevanti e aumenta la brand awareness, portando gli utenti sui siti dei brand.

Come funziona Amazon

Amazon è una piattaforma eCommerce che offre ai propri consumatori sia prodotti del proprio marchio sia di altri retailer.

La similitudine principale a Google Shopping è sia quella di beneficiare degli investimenti degli inserzionisti sia di proporre prodotti derivanti solo da traffico organico.

Anche Amazon può beneficiare di investimenti fatti in advertising, qualora un brand desideri che il suo prodotto appaia come scelta principale per il target di consumatori prefissato.

Cosa cambia oggi

Fatta questa premessa, torniamo dunque alla rivoluzione di Google: l’obiettivo dichiarato è quello di proporre soluzioni agili, semplici ed efficaci in un mercato come quello di oggi, in evidente difficoltà in ogni settore.

Inoltre, Google propone una soluzione accessibile anche ai brand più piccoli, permettendo di capitalizzare un investimento minimo con maggiore visibilità.

Ci sono anche altre ragioni dietro la decisione: la prima si chiama investimento incrementale.La speranza è infatti quella che i piccoli brand, a seguito di un minimo investimento, o in assenza di esso, vedano un incremento notevole nell’esposizione e conversione dei prodotti, da essere spinti, in futuro immediato, a spostare gli investimenti verso Google Shopping ottenendo maggiori benefici.

Il problema di Amazon

La scelta fatta da Google rappresenta una “minaccia” reale per il sito di eCommerce più solido al mondo. I motivi sono diversi.

Il primo è che il colosso di Mountain View punta alla debolezza di Amazon: la poca varietà di brand proposti. Non tutti i brand e retailer hanno budget a sufficienza per investire su Amazon e, per di più questo non rappresenta un canale di vendita diretto. Il periodo in cui ci troviamo è strettamente collegato a queste scelte.

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Google Shopping ha il vantaggio di dare, per lo stesso tipo di prodotto o servizio, un’ampia varietà di scelta al consumatore, aumentando le possibilità di conversione.

Il secondo vantaggio di Google Shopping è, come anticipato, la brand awareness: il consumatore di Amazon infatti non cerca un prodotto o un brand specifico, ma quello più utile e meno costoso.

Google Shopping invece offre un accesso diretto ai siti di vendita diretta di ogni brand, rafforzando la fedeltà di un consumatore al marchio e permettendo di incrementare sforzi ed investimenti su contenuti, categorie e miglioramenti della propria piattaforma, tramutandole in maggiori visite, entries e dunque conversion dirette.

Google ha ora annunciato l’aggiunta di annunci organici al suo sito Shopping e ad altre proprietà, con lo scopo di aiutare i rivenditori a connettersi con i consumatori indipendentemente dalla spesa pubblicitaria. Proprio questa mossa potrebbe essere la chiave di un ribaltamento dei risultati di ricerca (che ora vedono una abbondante presenza di prodotti proprio da Amazon) e un duro colpo al business del gigante dell’eCommerce.

Online c’è davvero posto per tutti? Staremo a vedere.

Source: marketing

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