Trend, dati e potenziale del Food Delivery nell’era Covid

  • Coronavirus e lockdown hanno alimentato nell’ultimo periodo le consegne a domicilio: aumentano gli ordini da mobile e i pagamenti digitali.
  • Oggi l’ulteriore accesso al digitale per gli utenti ha un enorme potenziale nel food delivery.

 

Durante il lockdown, le strade deserte, senza pedoni e con pochissime macchine in circolazione, lasciavano spazio ad una presenza costante dei rider del food delivery.

La chiusura al pubblico di bar, pizzerie, ristoranti, infatti, non ha fermato l’attività di consegna al domicilio, anzi, molti clienti si sono avvicinati al servizio per la prima volta, proprio in relazione alla fase di emergenza.

Ma, cosa prediligono ordinare gli italiani?

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I cibi più ordinati sulle piattaforme di food delivery

Pollo allo spiedo di Giannasi 1967: il cibo più ordinato su Deliveroo

Deliveroo, piattaforma leader del food delivery, ha fatto il punto sulle preferenze degli italiani in termini di cibo a domicilio. Durante gli ultimi mesi, la città che più di ogni altra ha fatto ricorso a Deliveroo è stata Milano, davanti a Roma, Cagliari, Firenze e Bologna. Seguono Bolzano, Monza, Bergamo, Busto Arsizio e Modena. Tendenzialmente le persone preferiscono ordinare il fine settimana, con la preferenza per la giornata di sabato, seguita dalla domenica e dal venerdì. 

La cucina più apprezzata a livello nazionale è sicuramente quella italiana, con una predilezione per la pizza e la pasta. Seguono la cucina americana (in particolare gli hamburger), il gelato (+58%), il poke hawaiano e la cucina giapponese (sushi). Confrontando i dati con il passato, però, è notevole la perdita di posizione della cucina cinese, che fino ad oggi è sempre stata stabile nella top 5 delle cucine best-seller.

Quali sono i cibi più acquistati secondo Deliveroo? Al primo posto c’è il Pollo allo Spiedo di Giannasi 1967 (Milano), seguito dal Bacon King di Burger King (Roma) e l’OS Burger di Old Square (Cagliari). In quarta posizione c’è il Bowl Componibile di Pokeria By Nima (Firenze) e in quinta il Burger & Amazing Fries di Snack Jack (Bolzano). Seguono il Burger, pancetta, cheddar e insalata di La Birreria Italiana (Monza), il TW burger di Burger Wave (Bergamo), il Burger di manzo di Panino Grigliato (Busto Arsizio) e la Vaschetta 750 gr di Antica Gelateria Modenese (Modena). 

 

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Pizza, patatine, hamburger e dolci dominano la classifica di Uber Eats

Trend molto simili emergono dalle statistiche di Uber Eats: in cima alla classifica dei cibi a domicilio più ordinati troviamo la pizza, in particolare la margherita. Seguono, poi, le patatine fritte, il salmon poke e numerosi prodotti della tradizione americana come hamburger e chicken nuggets. Ma non solo, molti italiani hanno ordinato panini e sandwich di diverse tipologie: tra i più ordinati durante il lockdown ci sono la Pita Greca Gyros la piadina Kebab e il Pulled Pork Sandwich. Non mancano nemmeno i sapori della tradizione messicana come il Burrito di Pollo, il Tacos di Pollo Asado o i Ribs Tacos.

Tra i prodotti più ordinati ci sono anche i dessert, che hanno addolcito le giornate di quarantena. Con l’arrivo delle giornate calde aumentano sempre di più gli ordini di gelati, che si posizionano al primo posto della classifica. Riscuotono grande successo anche i mochi, dolce tipico giapponese, disponibile in diversi gusti come cocco, cioccolato o mango, e i dolci della tradizione italiana, come il tiramisù e i cannoli siciliani.

Nella classifica non ci sono solo pizza, patatine, hamburger e dolci. I clienti Uber Eats, di target femminile in particolare, hanno preferito un’alimentazione più sana ordinando insalate e zuppe. Fra i cibi veg primeggiano le famose Poke: al primo posto si posiziona infatti la più classica con il salmone, ma sono presenti anche la Chicken Poke, la Vegan Poke e la Spicy Tuna Poke. Fra le zuppe, invece, primeggiano i sapori orientali: al primo posto si posiziona la classica Zuppa di Miso, seguita da Zuppa di Mais e Zuppa Agropiccante.

Secondo Just Eat, il piatto più ordinato in assoluto è la pizza

Anche l’Osservatorio Just Eat ha analizzato i consumi del food delivery degli ultimi mesi: secondo le statistiche, la pizza si conferma al primo posto come il piatto più ordinato (68%), seguita dalla cucina italiana (26%), in particolare la carbonara, le tagliatelle al ragù e l’amatriciana, e dagli hamburger (22%). Il cibo più ordinato sui luoghi di lavoro, invece, è il sushi. Il gelato è una new entry assoluta, che si inserisce, per la prima volta, al quinto posto in classifica.

Tra i principali trend di crescita si attestano poi proprio i dolci e i gelati (+133%), ma anche il sushi in formato famiglia, come le barche e i mix (+124%) e le ormai famose poke bowl (+54%). Emergono inoltre trend specifici, come i menù dedicati a chi lavora da casa, i menù baby, le sfiziosità in abbinamento a cocktail, birre artigianali o bottiglie di vino.

 

Qual è il profilo dell’acquirente medio?

Just Eat ha anche profilato l’acquirente medio del food delivery in fase di lockdown. Si tratta principalmente di uomini (55%), appartenenti alla categoria dei millennials (58%), ma anche famiglie (20%) e adulti (6%). I motivi che spingono gli italiani a ordinare food delivery in questa fase di pandemia sono principalmente quattro: la limitazione delle uscite (59,35%), evitare inutili code al supermercato (47,49%), farsi una coccola (15,97%), oppure la mancanza di tempo o della voglia di cucinare (13,81%). 

Ordini mobili, pagamenti digitali e attenzione alla sicurezza

Fra le altre evidenze del periodo, è possibile riscontrare un leggero aumento degli ordini da mobile (77%), ma anche un incremento dei pagamenti digitali (+36%). Predominante anche la quota di giovani che prediligono l’app rispetto al sito, anche se non mancano acquisti da desktop.

Il tema della salute e della sicurezza, comunque, restano di fondamentale importanza. Secondo il survey, quando ordinano i clienti si aspettano: rider con guanti e mascherina (65%), consegna senza contanti (59%), pagamenti digitali (55%), confezioni ben sigillate (47%) e richieste particolari da parte del rider (25%). Ecco perché, fin dall’inizio, Just Eat ha introdotto una serie di misure di sicurezza importanti (oltre 15.000 mascherine, 50.000 paia di guanti e gel disinfettante monouso, pagamenti elettronici e supporto economico ai dipendenti contagiati). Questo tipo di servizio è stato apprezzato dalla maggior parte degli acquirenti (96,1%), oltre che dai rider (76%).

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Il futuro del food delivery

Le consegne a domicilio rimarranno un’opzione che verrà sicuramente sfruttata anche in seguito alla fase di lockdown: l’80% dei nuovi utenti Just Eat, ad esempio, dichiara che probabilmente ordinerà food delivery anche nelle fasi successive alla pandemia

Questo servizio diventa un punto di forza per ristoranti, pizzerie e bistrot. Secondo le statistiche del food delivery e stando alle parole dell’analista statunitense John Glass:

“Siamo nei primi giorni di un cambiamento potenzialmente significativo nell’accesso alla consegna di cibo a domicilio, in quanto diverse aziende iniziano ad offrire più che mai varietà, velocità e convenienza ai propri consumatori.

Ma, lo sviluppo del digitale ha ancora un enorme potenziale legato al food delivery, basti pensare che attualmente, in Italia, solo il 18% del mercato della ristorazione è digitalizzato.

Source: marketing

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