Gli italiani preferiscono il fundraising digitale (lo dice il report)

  • La nuova edizione dello studio Donare 3.0, condotto da BVA Doxa con PayPal Italia e Rete del Dono, conferma la crescita della preferenza degli italiani per le donazioni online.
  • In netta crescita rispetto al 2018 le donazioni da mobile, mentre l’uso del pc è in calo.
  • Sempre meno gli italiani diffidenti nei confronti delle donazioni online, ma in molti casi le organizzazioni non profit non prevedono questa modalità di raccolta fondi.

 

Quanto il fenomeno delle donazioni è diffuso nella popolazione internauta italiana? Quali sono i driver e le barriere a uno sviluppo più strutturato dell’online? Quali le abitudini e gli atteggiamenti attuali e futuri degli onliners?

A queste e a tante altre domande risponde per la sesta volta lo studio Donare 3.0, condotto da Doxa per conto di PayPal Italia e Rete del Dono. Una ricerca quantitativa effettuata a partire da mille interviste somministrate a internauti italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni, più 30 interviste qualitative individuali a millennials.

In crescita le donazioni da mobile e da parte dei millennial

Sono circa 34 milioni gli italiani che si collegano a internet utilizzando smartphone o tablet, e spendendovi in media circa 2 ore al giorno. Ma quanti di questi utenti effettuano donazioni? Secondo i risultati dello studio Donare 3.0, anche nel 2019 il trend è in crescita.

Più di 8 intervistati su 10 (82%) affermano infatti di aver effettuato donazioni nel 2019. Tra i donatori più attivi troviamo i baby boomer (87%), seguiti dalla generazione X (82%) e dai millennial (79%), in forte crescita rispetto allo scorso anno.

In crescita la donazione online (22%), che si conferma come la seconda modalità più utilizzata dopo il denaro in contanti (40%). Crescono i donatori “saltuari” (40%), con molti più italiani che scelgono di effettuare una donazione in occasioni particolari.

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In netta crescita rispetto al 2018 anche la donazione da mobile, che viene preferita dal 36% degli italiani. L’uso del pc per le donazioni scende invece dal 60% del biennio 2017/2018 al 46% del 2019, sintomo questo del passaggio sempre più marcato all’utilizzo degli smartphone.

I dati raccolti e analizzati dimostrano bene come l’attenzione degli italiani alla solidarietà sia stabile e in costante crescita. Siamo convinti che il mobile sia il mezzo perfetto per stimolare sempre di più questa sensibilità, aggiungendosi al contatto diretto con le associazioni come principale modalità d’interazione e offrendo quella possibilità di semplificare e velocizzare le donazioni– Maria Teresa Minotti, Director PayPal Italia.

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La ricerca e i dati rilevati durante il 2019 da Donare 3.0 mostrano inoltre che le singole modalità di donazione rimangono pressoché stabili. Per la donazione online, in particolare, PayPal e carte di credito restano i metodi di gran lunga più utilizzati.

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L’importanza della donor journey per gli under 40

“Gli onliner si confermano donatori. Non solo, il crowdfunding torna a crescere con un 19% degli intervistati che conferma di aver donato per una campagna di crowdfunding”, spiega Valeria Vitali, fondatrice di Rete del Dono. “Molto interessante anche l’esito della ricerca qualitativa, frutto di interviste rivolte a un pool di donatori e prospect donatori under 40. I giovani donatori non si limitano al dono, sono alla ricerca di una relazione più profonda con l’organizzazione destinataria del loro gesto di solidarietà. Donano nella misura in cui trovano spazio per dialogo, trasparenza e chiarezza sul progetto destinatario della raccolta fondi in cui sono stati coinvolti. Ciò conferma che lavorare in un’ottica di donor journey fa la differenza. Chi dona vuole entrare nel merito ed essere coinvolto in prima persona.

Rimane alta per tutti l’attenzione sull’utilizzo dei fondi raccolti. Il 71% degli italiani intervistati dalla ricerca Donare 3.0 afferma infatti di non prendere in considerazione enti che non permettono loro di verificare come vengano utilizzate le donazioni e i risultati raggiunti grazie ad esse.

Il futuro post Covid-19 è sempre più digital

Per le donazioni online continuano a calare le barriere da parte dei donatori stessi, ma è così anche per le organizzazioni non profit? Il rischio che corre il terzo settore è quello di non essere pronto a includere questi trend nelle proprie strategie di fundraising. Lo studio stesso mostra che nel 37% dei casi i navigatori non si fidano a donare online, ma nel 43% è l’organizzazione che vorrebbero sostenere a non prevedere questa modalità di raccolta fondi.

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Il 2019 ha mostrato segnali molto incoraggianti verso il mondo della donazione”, conclude Antonio Filoni, Partner&Head of Digital di BVA DOXA.Di rilievo è soprattutto la crescita dell’online come metodo di donazione che dimostra come il digitale possa davvero essere uno strumento strategico, da affiancare ai tradizionali strumenti di raccolta e di comunicazione. L’anno 2020, con quello che è accaduto a causa del Covid-19, potrà dare un’ulteriore spinta alla digitalizzazione della popolazione. È importante che anche il terzo settore segua in modo deciso questa direzione.

Source: marketing

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