L’intelligenza artificiale può aiutarci a sconfiggere la povertà

  • La Stanford University ha studiato un nuovo sistema di tracciamento della povertà che combina immagini satellitari e intelligenza artificiale.
  • Il sistema di AI ha già tracciato con successo il livello di povertà di 20 mila villaggi africani e apre ora nuove possibilità nel contrasto alla povertà nel mondo.
  • La scoperta potrebbe favorire l’acquisizione di nuovi dati in aree nelle quali sono attualmente mancanti, così come permettere alle organizzazioni di mettere a punto programmi di sviluppo economico più efficaci.

 

È possibile contrastare la povertà nel mondo attraverso l’intelligenza artificiale? Assolutamente sì, secondo uno studio pubblicato dall’Università di Stanford su Nature Communications. Tracciando i livelli di povertà attraverso i satelliti, uno strumento di AI messo a punto in cinque anni dal celebre ateneo statunitense potrebbe infatti fornire agli studiosi nuove conoscenze utili a favorire lo sviluppo del benessere economico.

Il nuovo tool, pensato dai ricercatori Marshall Burke, David Lobell e Stefano Ermon e testato finora su circa 20 mila villaggi africani, utilizza l’intelligenza artificiale per scansionare le immagini satellitari alla ricerca di segni di sviluppo economico. In particolare, cerca e analizza indicatori quali strade, agricoltura, abitazioni e illuminazione notturna.

A rintracciare in questi dati i modelli di misurazione della ricchezza sono algoritmi di deep learning (apprendimento profondo). Una tecnica che, secondo la definizione dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, si basa su reti neurali artificiali organizzate in diversi strati, ciascuno dei quali calcola i valori per quello successivo affinché l’informazione sia elaborata in modo sempre più completo.

I 20 mila villaggi africani scansionati finora in fase di ricerca si trovano in 23 diversi Paesi di cui si disponevano già dati relativi alla ricchezza. Questo ha permesso di verificare l’efficacia del nuovo strumento di AI, che ha stimato con successo i livelli di povertà dei villaggi nel tempo.

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Nuovi dati e programmi di sviluppo più mirati

Quello testato dalla Stanford University è quindi semplicemente un modo nuovo di estrapolare dati già in uso? In realtà no. Secondo i ricercatori, il sistema di intelligenza artificiale potrebbe portare almeno due innovazioni nella lotta alla povertà a livello globale.

In primo luogo, identificando modelli di crescita il tool può mostrare perché alcuni luoghi stiano progredendo più di altri. Informazioni che potrebbero quindi aiutare a pensare programmi di sviluppo più mirati, che si adattino alle esigenze peculiari di ciascun luogo.

Inoltre, il nuovo sistema di AI potrebbe misurare il benessere economico in aree delle quali mancano dati affidabili. Una novità non da poco. Come ha spiegato David Lobel a Stanford News infatti “non c’era fino ad ora un metodo valido per capire come la povertà stia cambiando a livello locale in Africa. I censimenti non sono abbastanza frequenti e i sondaggi porta a porta ritornano raramente alle stesse persone”.

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Una nuova fase nel contrasto alla povertà nel mondo

I ricercatori prevedono che le agenzie governative e le ONG possano utilizzare il nuovo strumento per capire l’efficacia dei programmi di contrasto alla povertà e destinare i propri progetti a target di persone più specifici. Ma anche se non dovesse mai arrivare nelle loro mani, il sistema di AI potrebbe comunque permettere agli economisti di capire meglio cosa influisce maggiormente sullo sviluppo del benessere economico a livello globale.

Insomma, “se i satelliti possono aiutarci a ricostruire la storia dello sviluppo economico, questo potrebbe aprire molte strade per meglio comprendere e alleviare la povertà”. Può avere inizio una nuova era?

Source: marketing

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